(dalla serie Martino e la Cucina)


Gianni è appena tornato dal viaggio in Svizzera.

“Come è andato il viaggio?” chiede Martina.

“E’ bella la Svizzera?” chiede Martino.

“Hai assaggiato qualche specialità svizzera?” chiede Luigi.

“Raccontaci qualcosa!” dice Felice.

“Il viaggio è andato bene, la Svizzera è piena di montagne e si, ho assaggiato molte specialità svizzere” dice Gianni. “Una l’ho portata qui per voi, la possiamo mangiare assieme!”

“Bella sorpresa!” esclama Luigi.

“Bella e buona” dice Gianni, prendendo dal suo zainetto una scatola di plastica trasparente. “Del formaggio!” esclama sorpreso Martino. “Guardate, è tagliato in piccoli quadratini!” dice Martina

“Mia mamma l’ha tagliato a quadretti così è più comodo da mangiare”

“Che tipo di formaggio è?” chiede Felice, “sembra diverso dal solito formaggio!”

“Vero, questo non è formaggio di mucca” dice Gianni, “questo è formaggio di capra”

“Di capra?” dice Luigi, curioso.

“Proprio di capra, il primo tipo di formaggio inventato” dice Gianni.

“Questa è un’informazione interessante!” dice Felice. “Sono stati gli svizzeri ad inventare il formaggio?” - “Si, ed ora vi racconto com’è andata”.

Mentre i quattro mangiano il formaggio Gianni inizia a raccontare.

“Molto molto tempo fa, c’era un pastore che portava in giro per le montagne le sue capre” - “Non le mucche?” chede Martino. “No, questo era un pastore montanaro, le capre viaggiano meglio delle mucche in montagna.” - “Ma ci sono anche mucche in montagna!” - “Si, Martino, però se ne stanno sempre nella loro zona mentre le capre, più agili, possono andare su e giù per i monti” - “Come il pastore!” - “Come il pastore della Svizzera, piena di montagne!” dice Gianni, continuando il racconto.

“Alla mattina mungeva il latte delle capre e lo versava dentro capienti contenitori che conservavano il latte fino al ritorno nelle stalle. D’estate, con il caldo, il latte non si conservava bene e al termine della giornata era imbevibile, era andato a male, e il pastore lo buttava via. Un giorno Guglielmo si è dimenticato di svuotare un contenitore di latte andato a male”

“Aspetta, Gianni, chi è Guglielmo?” chiede Luigi.

“Guglielmo è il nome del pastore, tanti pastori svizzeri si chiamano Guglielmo!” dice Gianni. “Dopo tre giorni Guglielmo ha ritrovato il contenitore dimenticato e l’ha aperto. Dentro c’era del liquido giallastro che copriva una massa bianca densa. Guglielmo ha assaggiato il liquido e no, non era poi così buono. L’assaggio della massa bianca densa, invece, lo ha piacevolmente sorpreso. Mmm, che buono! ha esclamato. E da quel giorno Guglielmo non ha più buttato via il latte andato a male, ha aspettato che diventasse una massa bianca e densa.” - “E poi, cosa faceva, lo mangiava?” chiede Martino

“Si, lo mangiava e non solo! Siccome ne aveva tanto, ha cominciato a venderlo, e tutti compravano questa massa bianca” conclude Gianni.

“Beh, noi però non sappiamo perché si chiama formaggio” dice Martino. “Ops, mi son dimenticato di chiederlo agli svizzeri!” dice Gianni

“Io lo so!” dice Luigi.

“Lo sai o lo immagini?” dice Felice.

“Lo immagino, e ve lo dico subito!” dice Luigi. “È stato Guglielmo a inventare la parola formaggio. Il giorno che Guglielmo ha scoperto la forma bianca era un giorno soleggiante di Maggio, e il latte andato a male aveva una certa forma!”

“Oh, Forma e Maggio fan Formaggio, allora!” dice Felice sorridendo. “Ed il formaggio di Maggio è buono e gustoso!” conclude Martino, sorridendo pure lui!





Questo è un raccontino della serie “Martino e la cucina”, una delle oltre 80 serie di raccontini, ciascuna formata da 12 raccontini, che parlano del Mondo di Martino.



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Martino e l’invenzione del formaggio, © 2012

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Martino e l’invenzione del formaggio

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